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	<title>Sud Lavoro &#187; occupazione sud</title>
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	<description>Annunci e offerte di lavoro nel Sud Italia</description>
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		<title>Dall&#8217;Europa al Sud, treno da non perdere</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jun 2019 06:30:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Si sono concluse da poco le votazioni per il rinnovo del Parlamento Europeo. Ne parliamo in questo nostro Editoriale di Giugno di SudLavoro perché appare ancora difficile in Italia superare un retaggio culturale che vede le Elezioni Europee distanti dagli interessi nostrani. Invece il nesso c’è ed è forte: proprio le politiche continentali si rivelano&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si sono concluse da poco le <strong>votazioni per il rinnovo del Parlamento Europeo</strong>. Ne parliamo in questo nostro Editoriale di <strong>Giugno</strong> di <strong>SudLavoro</strong> perché appare ancora difficile in Italia superare un retaggio culturale che vede le <strong>Elezioni Europee</strong> distanti dagli interessi nostrani.</p>
<p style="text-align: justify;">Invece il nesso c’è ed è forte: proprio le politiche continentali si rivelano centrali per contribuire allo sviluppo del Sud Italia. Come? Con la frase magica dei <strong>Fondi Europei</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo l’analisi <em>Svimez</em> le risorse ferme sul Fondo Sviluppo e Coesione rappresentano <strong>un pezzo della mancata crescita del Mezzogiorno</strong>. Di solito logica vuole che mancando i soldi non si possa far nulla, il paradosso invece in questi casi è che i soldi ci sono ma non vengono spesi. E non si parla di cifre irrisorie, proprio secondo Svimez <strong>sono oltre 20 miliardi di euro i fondi che non riescono a essere spesi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Non tutto viene perso certo, e in passato l’Europa ha contributo ad aumentare i nostri tassi di crescita.<br />
Un recente studio del <em>Laboratorio Mezzogiorno della Luiss con Invitalia</em> ha mostrato come i Fondi strutturali abbiano avuto al Sud un impatto positivo. Nonostante le regioni italiane abbiano una dotazione di capitale umano e una quota di investimenti in capitale fisso basse rispetto alla media europea, i fondi strutturali hanno determinato una crescita aggiuntiva della produttività dello 0,2% all’anno, che, <strong>se si guarda soltanto alle regioni meridionali sale allo 0,46%</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’utilizzo dei fondi strutturali europei ha permesso la realizzazione di interventi importanti, tra cui: l’intervento per la circonvallazione di Palermo; il risanamento idrogeologico in provincia di Teramo, rimboschimento e interventi di prevenzione incendi in diversi Comuni; la manutenzione straordinaria di alcune scuole in Sardegna. E molti altri ancora.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla luce di tutto ciò il rammarico aumenta. C’è quindi ancora molto da fare per sfruttare le potenzialità che il ponte con l’Europa può dare al nostro Sud. Ad oggi più che la soddisfazione per quanto fatto c’è l’<strong>amaro in bocca delle occasioni mancate</strong>. Lo sprone è allora quello ad impegnarsi per non perdere un altro treno che potrebbe essere l’ultimo decidendo di cambiare destinazione se non trova stazioni ad accoglierlo.</p>
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		<title>Ripartiamo dalla Terra</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Mar 2017 09:00:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Per la prima volta il Sud cresce più del resto d&#8217;Italia: il Prodotto Interno Lordo del Mezzogiorno registra un aumento dello 0,8%, contro lo 0,5% del Centro-Nord. A dimostrarlo è l&#8217;ultimo rapporto Svimez Ismea. Il Pil rappresenta la ricchezza prodotta nel territorio ed il sorpasso è dovuto proprio alla Terra: a dare la spinta al Meridione è&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.sudlavoro.it/wp-content/uploads/2017/02/agricoltura_sudlavoro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1971" src="http://www.sudlavoro.it/wp-content/uploads/2017/02/agricoltura_sudlavoro-300x200.jpg" alt="agricoltura_sudlavoro" width="300" height="200" /></a>Per la prima volta il <strong>Sud</strong> cresce più del resto d&#8217;Italia: il <strong>Prodotto Interno Lordo</strong> del Mezzogiorno registra un aumento dello <strong>0,8%</strong>, contro lo 0,5% del Centro-Nord. A dimostrarlo è l&#8217;ultimo rapporto <strong>Svimez Ismea</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Pil</strong> rappresenta la <strong>ricchezza prodotta nel territorio</strong> ed il sorpasso è dovuto proprio alla Terra: a dare la spinta al Meridione è il suo settore primario, l&#8217;<strong>agricoltura</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dato è significativo: aumentano le <strong>produzioni dop e doc</strong> finalizzate anche all&#8217;esportazione, ma soprattutto <strong>tanti giovani sono tornati alla Terra</strong>.<br />
I nostri ragazzi alla riconquista del territorio, è questo il dato su cui con questo <strong>Editoriale</strong> di <strong>SudLavoro</strong> ci sembra giusto soffermarci.</p>
<p style="text-align: justify;">Se volevamo un <strong>segnale</strong>, da qui dobbiamo ripartire. Non solo braccia a lavoro, perché questi ragazzi stanno dando vita ad una <strong>nuova imprenditoria</strong>: attenta, moderna, lungimirante ed innovativa.<br />
Nel Mezzogiorno la <strong>crescita occupazionale</strong> è stata del <strong>12,9%</strong>, ben al di sopra della media italiana.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quasi 20 mila sono state le imprese agricole nate al Sud</strong> nei primi mesi dell&#8217;anno scorso. Il Meridione stacca il Centro Nord proprio sul settore primario con una crescita (+7,3%%) ben più alta di quella dell’agricoltura del Centro-Nord (+1,6%). Il maggior contributo viene dalla <strong>Basilicata, dalla Calabria e dal Molise</strong>, seguite a ruota da Campania, Sicilia</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo rappresenta un inizio da incorniciare e un capitale da non disperdere. L&#8217;agricoltura al Sud potrà continuare a crescere a patto e condizione di utilizzare politiche di intervento pubbliche e private innovative e integrate gestite in modo coordinato dalle istituzioni centrali e locali.</p>
<p style="text-align: justify;">Non solo agricoltura però, tra i cinque motori di sviluppo del Mezzogiorno si ritrovano anche <strong>rigenerazione urbana, energie rinnovabili, logistica e industria culturale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Riconquistiamo la Terra, la nostra.</p>
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		<title>Perché un nuovo sito sul lavoro?</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2015 19:28:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>C&#8217;era davvero bisogno di un altro spazio dedicato al lavoro? Il primo Editoriale di SudLavoro.it vogliamo aprirlo proprio con questa domanda. Un interrogativo a metà tra i legittimi dubbi e una buona dose di provocazione. Sì perché scegliere di impegnarsi in un portale che si occupi esclusivamente di occupazione e impiego vuol dire sapere di trovarsi di fronte ad uno scenario oggi&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">C&#8217;era davvero bisogno di un altro spazio dedicato al <strong>lavoro</strong>? Il primo <strong>Editoriale</strong> di <a href="http://www.sudlavoro.it/"><strong>SudLavoro.it</strong></a> vogliamo aprirlo proprio con questa domanda.<br />
Un interrogativo a metà tra i legittimi dubbi e una buona dose di provocazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Sì perché scegliere di impegnarsi in un portale che si occupi <strong>esclusivamente</strong> di <strong>occupazione</strong> e <strong>impiego</strong> vuol dire sapere di trovarsi di fronte ad uno scenario oggi quanto mai sconfortante: crisi economica, aziende che non ce la fanno, posti di lavoro persi &#8230; e ancora il malcostume delle raccomandazioni, il blocco del turn over nel settore pubblico, il miraggio delle pensioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Come se non bastasse, il passo successivo è pensare di aprire un sito che voglia parlare del <strong>lavoro</strong> al <strong>Sud</strong>. Fanalino di coda in Europa, davanti a Spagna e Grecia, il Meridione vanta il primato per <strong>livelli di disoccupazione</strong>: Campania, Sicilia e Calabria si attestano oltre al <strong>20%</strong> secondo gli ultimi dati Istat ed Eurostat (aprile 2015).</p>
<p style="text-align: justify;">Ed ecco allora la <strong>provocazione:</strong> davvero non ci si è stancati di non <strong>fare mai niente (o magari fare troppo poco)</strong> per risolvere la situazione?<br />
Si alternano <strong>governi</strong> che sbandierano il lavoro come priorità con il risultato di aver portato precarietà ed impoverimento. Dicono la loro <strong>sindacati</strong> che sanno salvaguardare solo status quo senza tener da conto le nuove generazioni. E poi ci siamo <strong>noi</strong> con 3 milioni di <strong>neet</strong>: ragazzi che hanno rinunciato a studiare e cercare impiego.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>SudLavoro.it</strong> nasce proprio dall&#8217;esigenza di <strong>fare qualcosa di importante</strong>. Guardiamo al <strong>Sud</strong> perché siamo convinti che proprio da qui si debba partire, da quella parte del paese che invita le proprie risorse ad <strong>emigrare</strong> come unica soluzione.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;era così bisogno di <strong>SudLavoro.it</strong> perché questo non vuole essere un altro sito, ma un <strong>nuovo sito</strong> che sappia presentarvi notizie ed approfondimenti sul mercato occupazionale, dare visibilità alle aziende virtuose e ai giovani startupper, offrire <strong>gratuitamente</strong> <strong>annunci di lavoro</strong> selezionati dalla nostra <strong>redazione</strong> cui <strong>candidarsi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;obiettivo è dichiarato e ambizioso, la strada sarà sicuramente in salita, l&#8217;impegno e la professionalità garantite per andare oltre la sfiducia, per non dichiararsi sconfitti prima di cominciare la partita.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>La redazione</em></p>
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