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	<title>Sud Lavoro &#187; Editoriale</title>
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	<description>Annunci e offerte di lavoro nel Sud Italia</description>
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		<title>Quanto lavoro per gli italiani? La fotografia dell’Inps</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Oct 2024 09:44:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il mercato del lavoro viene analizzato dal rapporto annuale dell’Inps che traccia un quadro della situazione occupazionale in Italia al giorno d’oggi. Quante sono le persone che in Italia hanno un lavoro? A questa domanda risponde l&#8217;Istituto Nazionale della Previdenza Sociale che segnala come nel 2023 siano stati 26,6 milioni le persone occupate. Attenzione, però.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sudlavoro.it/quanto-lavoro-per-gli-italiani-la-fotografia-dellinps/">Quanto lavoro per gli italiani? La fotografia dell’Inps</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.sudlavoro.it">Sud Lavoro</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><strong>Il mercato del lavoro viene analizzato dal rapporto annuale dell’Inps che traccia un quadro della situazione occupazionale in Italia al giorno d’oggi.</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Quante sono le persone che in Italia hanno un lavoro? A questa domanda risponde l&#8217;Istituto Nazionale della Previdenza Sociale che segnala come nel 2023 siano stati <strong>26,6 milioni le persone occupate</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Attenzione, però. Per lavoratori l’Istituto identifica tutti coloro che, durante l’anno precedente, possono aver contato su <strong>almeno una settimana di contributi</strong>. Una settimana, appunto, difficile per mangiarci tutto l’anno, e quindi un parametro da considerare con le molle. In ogni caso a trainare il numero record di occupati è stato il lavoro dipendente per cui si è registrato un forte aumento: <strong>i lavoratori dipendenti hanno raggiunto i 21,8 milioni</strong> (1,2 milioni in più rispetto al 2019).<br />
<strong>A crescere è anche l’intensità occupazionale</strong>, misurata dal numero medio di settimane lavorate: nel 2023 sono <strong>state lavorate in media 43,1 settimane</strong>, tre in più rispetto all’anno precedente.<br />
E come stanno i giovani? Di particolare interesse l’incremento che riguarda <strong>gli under 35, che nel 2023 hanno raggiunto quasi i 7 milioni di lavoratori, rispetto ai 6,4 milioni del 2019</strong>. Proprio per i giovani, segnala l’Inps, in Italia ci sono 10,4 milioni di giovani tra i 18 e i 34 anni, quelli che lavorano sono circa 7 milioni, di questi l’80% presenta contributi stabili nell’ultimo quinquennio, coprendo mediamente circa l’80% dell’intero periodo. Sul fenomeno dei neet, concentrati nel Sud Italia, noi di SudLavoro.it siamo tristemente a conoscenza, tema affrontato spesso nei <a href="https://www.sudlavoro.it/editoriale/" target="_blank">nostri Editoriali</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornando al <a href="https://www.inps.it/it/it/dati-e-bilanci/rapporti-annuali/xxiii-rapporto-annuale.html" target="_blank"><strong>documento Inps</strong></a>, di contro una <strong>lenta riduzione di occupati ha riguardato il lavoro autonomo</strong>: il numero degli artigiani e commercianti iscritti continua a calare, così come quello dei lavoratori autonomi del settore agricolo. In particolare, la quota dei giovani artigiani è scesa ulteriormente toccando, nel 2023, il 4%. <em>“Questo fenomeno</em> – si legge nel Rapporto &#8211; <em>indica che l’Italia sta perdendo competenze e professionalità in un settore che ha contribuito significativamente alla creazione del Made in Italy. Il sistema formativo dei giovani dovrebbe evidenziare le opportunità che il lavoro autonomo classico può offrire, soprattutto in termini di conservazione del patrimonio di conoscenze che caratterizza questo settore nel nostro Paese”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Non è un Paese per giovani: al Sud più pensioni che stipendi</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Sep 2024 13:29:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Nel Sud Italia si pagano più pensioni che stipendi, il dato arriva dal Centro Studi della Cgia di Mestre. Male il Meridione ma trend in tutto il Paese. Settembre è da sempre un mese di ripresa, ma il nostro editoriale si concentra su uno studio dell&#8217;associazione degli Artigiani e delle Piccole imprese secondo cui l&#8217;Italia&#8230;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><strong>Nel Sud Italia si pagano più pensioni che stipendi, il dato arriva dal Centro Studi della Cgia di Mestre. Male il Meridione ma trend in tutto il Paese.</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Settembre è da sempre un mese di ripresa, ma il <a href="https://www.sudlavoro.it/editoriale/" target="_blank">nostro editoriale</a> si concentra su uno <a href="https://www.cgiamestre.com/wp-content/uploads/2024/08/MITA-pensioni-meno-stipendi-24.8.24.pdf" target="_blank">studio dell&#8217;</a><strong><a href="https://www.cgiamestre.com/wp-content/uploads/2024/08/MITA-pensioni-meno-stipendi-24.8.24.pdf" target="_blank">associazione degli Artigiani e delle Piccole imprese</a> secondo cui l&#8217;Italia è sempre più vecchia e sempre più povera</strong>. L&#8217;allarme è di oggi: nel Mezzogiorno si pagano più pensioni che stipendi, ma anche per domani: nel giro di qualche anno il sorpasso è destinato a compiersi anche nel resto del Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Dall’analisi del saldo tra il numero di occupati e le pensioni erogate nel 2022, la <strong>provincia più “squilibrata” d’Italia è Lecce</strong>: la differenza è pari a <strong>-97mila</strong>. Seguono <strong>Napoli con -92mila, Messina con -87mila, Reggio Calabria con -85mila e Palermo con -74mila</strong>. Va segnalato che l’elevato numero di assegni erogati nel Sud e nelle Isole non è ascrivibile alla eccessiva presenza delle pensioni di vecchiaia/anticipate, ma, invece, all’elevata diffusione dei trattamenti sociali o di inabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">A registrare un saldo comunque negativo ci sono, poi, a seguire altre province del Sud Italia dove il dato a favore delle pensioni è sempre superiore rispetto a quello degli stipendi:  <strong>Cosenza (-73mila), Taranto (-77mila), Catania (-42mila), Foggia (-37mila), Agrigento (-33mila), Salerno (-32mila), Catanzaro (-30mila), Trapani (-28mila), Benevento (-26mila), Potenza (-25mila), Caltanissetta (-24mila), Crotone (-21mila), Vibo Valentia (-18mila), Bari (-18mila), Chieti (-15mila), L&#8217;Aquila (-15mila), Avellino (-14mila), Campobasso (-13mila), Siracusa (-13mila), Enna (-11mila), Caserta (-11mila), Brindisi (-10mila), Barletta-Andria-Trani (-7mila), Isernia (-7mila), Pescara (-2mila), Matera (-2mila), Teramo (-mille).</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Lavoro al Sud: assumere conviene</title>
		<link>https://www.sudlavoro.it/lavoro-al-sud-assumere-conviene/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Aug 2024 18:53:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Cosa c’è di nuovo nel mondo del lavoro al Sud? Gli aggiornamenti più interessanti sono quelli che arrivano dopo l’approvazione alla Camera del Decreto Coesione. Tra le diverse misure contenute nel provvedimento ciò che a noi di SudLavoro interessa approfondire nel consueto appuntamento con l’Editoriale sono gli interventi che riguardano chi assume nel Sud Italia.&#8230;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><strong>Cosa c’è di nuovo nel mondo del lavoro al Sud? Gli aggiornamenti più interessanti sono quelli che arrivano dopo l’approvazione alla Camera del Decreto Coesione. </strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Tra le diverse misure contenute nel provvedimento ciò che a <a href="https://www.sudlavoro.it/chi-siamo/" target="_blank">noi di SudLavoro</a> interessa approfondire nel consueto appuntamento con l’Editoriale sono gli interventi che riguardano <strong>chi assume nel Sud Italia</strong>.<br />
In particolare il testo prevede <strong>sgravi per le aziende che assumono nelle regioni Zes: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna</strong>. Si tratta di sgravi considerevoli: <strong>il 100% per un periodo di due anni</strong>. Le ulteriori condizioni affinché l’esonero contributivo (<strong>cosiddetto bonus Zes</strong>) sia erogabile sono le seguenti: tetto di 650 euro su base mensile; inserimenti con contratti di lavoro subordinati e a tempo indeterminato; imprese con almeno 10 dipendenti nel mese di assunzione della risorsa per la quale è richiesto l&#8217;esonero; personale da inserire che abbia più di 35 anni e sia disoccupato da almeno 24 mesi.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;art 18 del DL Coesione prevede anche la nuova misura <strong>“Resto al SUD 2.0”</strong>: un programma di <strong>incentivi finanziari a fondo perduto per supportare la nascita e lo sviluppo di nuove imprese nel Mezzogiorno</strong>. Il bando offre contributi a fondo perduto e voucher per nuove imprese, con l’obiettivo di rivitalizzare l’economia delle regioni meridionali. Questo programma copre fino al 75% delle spese ammissibili per investimenti fino a 120.000 euro e fino al 70% per investimenti tra 120.000 e 200.000 euro. Inoltre è possibile ottenere un voucher di avvio fino a 50.000 euro per l’acquisto di beni e servizi innovativi. Sono ammesse al finanziamento le iniziative economiche finalizzate all’avvio di attività di lavoro autonomo, imprenditoriali e libero-professionali, in forma individuale o collettiva, ivi comprese quelle che prevedono l’iscrizione ad ordini o collegi professionali. I destinatari dell’iniziativa in questo caso sono i giovani di età inferiore ai trentacinque anni e in possesso di uno dei seguenti requisiti: a) condizione di marginalità, di vulnerabilità sociale e di discriminazione, come definite dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027; b) inoccupati, inattivi e disoccupati; c) disoccupati destinatari delle misure del programma di politica attiva Garanzia di occupabilità dei lavoratori GOL.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ulteriori bonus come <strong>quello per i Giovani e per le Donne</strong> completano il quadro del provvedimento che, ci auguriamo, possa dare i suoi frutti nel rilancio dell’occupazione nel nostro territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Lavoro e stipendi, nulla di nuovo: Nord batte Sud</title>
		<link>https://www.sudlavoro.it/lavoro-e-stipendi-nulla-di-nuovo-nord-batte-sud/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Jul 2024 16:34:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Al Nord si guadagna meglio che al Sud. Non c’è da stupirsi, il dato è risaputo e viene ancora una volta confermato da uno studio OCSE che fornisce anche i dettagli sulla forbice in questione. Si parte da un quadro generale che viene tutto il nostro paese penalizzato rispetto al resto del mondo: siamo infatti&#8230;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><strong>Al Nord si guadagna meglio che al Sud. Non c’è da stupirsi, il dato è risaputo e viene ancora una volta confermato da uno studio OCSE che fornisce anche i dettagli sulla forbice in questione.</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Si parte da un quadro generale che viene tutto il nostro paese penalizzato rispetto al resto del mondo: siamo infatti al 21esimo posto (su 34 nazioni considerate nello studio dell’<strong>Osservatorio Job Pricing</strong>) per quanto riguarda i salari medi annui, pari a 41.646 euro. Ai vertici ci sono Islanda, Lussemburgo e Stati Uniti. Siamo dietro però anche ai nostri vicini Austria, Germania e Francia.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornando a noi, <strong>cosa cambia tra Nord e Sud Italia?</strong> Per uno stesso impiego la forbice tra le retribuzioni medie annue è di circa <strong>3.700 euro</strong>. Tanti soldi, con una differenza che aumenta se si considera il distacco tra le singole regioni: la RAL mediamente più alta è in Lombardia (33.055 euro) mentre <strong>agli ultimi posti si segnalano le nostre Basilicata (26.239 euro), Calabria (27.074 euro) e Molise (27.643 euro)</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La posizione geografica nel nostro Paese è un fattore rilevante che incide sul calcolo complessivo di uno stipendio medio lordo dei lavoratori dipendenti nel settore privato in ogni ruolo specifico. Per darvi un’idea <strong>al Nord la media è di 104.947 € per i Dirigenti, 57.393 € per i Quadri, 33.410 € per gli Impiegati e 26.557 € per gli Operai</strong>. Al <strong>Sud stime decisamente più basse per ciascun profilo di inserimento professionale: 101.021 € per i Dirigenti, 52.775 € per i Quadri, 30.743 € per gli Impiegati e 25.490 € per gli Operai</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nulla di nuovo sotto il sole, ma qualcosa su cui è sempre bene tornare per ribadire una disparità fuori da ogni logica, ora che il costo della vita aumenta ovunque. Lo facciamo con il nostro <a href="https://www.sudlavoro.it/editoriale/">Editoriale</a>, noi continueremo a farlo sempre.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Lavoro, il Sud torna a (rin)correre</title>
		<link>https://www.sudlavoro.it/lavoro-il-sud-torna-a-rincorrere/</link>
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		<pubDate>Sat, 01 Jun 2024 05:35:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Lavoro, i dati Istat mostrano una ripresa in italia, e soprattutto al Sud per il primo trimestre 2024 Nel primo trimestre 2024 nel Mezzogiorno l’aumento del tasso di occupazione è più marcato (+1,3 punti in un anno) – rispetto al Centro (+0,9 punti) e al Nord (+0,6 punti) – ed è maggiore la diminuzione del&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sudlavoro.it/lavoro-il-sud-torna-a-rincorrere/">Lavoro, il Sud torna a (rin)correre</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.sudlavoro.it">Sud Lavoro</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><strong>Lavoro, i dati Istat mostrano una ripresa in italia, e soprattutto al Sud per il primo trimestre 2024</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Nel primo trimestre 2024 <strong>nel Mezzogiorno l’aumento del tasso di occupazione è più marcato (+1,3 punti in un anno)</strong> – rispetto al Centro (+0,9 punti) e al Nord (+0,6 punti) – ed è maggiore la diminuzione del tasso di disoccupazione (-1,2 punti in confronto a -0,3 punti nel Nord e -0,2 punti nel Centro).<br />
Sono i dati che emergono dal rapporto <strong>IL MERCATO DEL LAVORO &#8211; I TRIMESTRE 2024</strong> pubblicato dall&#8217;Istat.</p>
<p>In un quadro generale che prevede, a livello nazionale come gli occupati aumentino in termini congiunturali di 75 mila unità (+0,3% rispetto al quarto trimestre 2023), a seguito della crescita dei dipendenti a tempo indeterminato (+92 mila, +0,6%) e degli indipendenti (+32 mila, +0,6%), i segnali inducono all&#8217;ottimismo.</p>
<p>Certo si tratta di una ricorsa quella del lavoro al Sud Italia rispetto al resto del Paese, che segna comunque un trend positivo.</p>
<p><strong>Il tasso di disoccupazione scende al 7,7% (-0,6 punti in un anno), in calo soprattutto nel Mezzogiorno e tra i giovani.</strong> Per il rapporto completo è possibile <a href="https://www.istat.it/it/archivio/298108" target="_blank"><strong>cliccare qui</strong></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Lavoro, al Sud si può fare Gol</title>
		<link>https://www.sudlavoro.it/lavoro-al-sud-si-puo-fare-gol/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2021 04:08:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La partita per il rilancio del Sud si gioca ora. E per vincerla bisogna fare Gol. Per l&#8217;editoriale di Ottobre di SudLavoro.it usiamo la metafora calcistica ma in realtà, come nostra consuetudine, parliamo di lavoro. E dei progetti per il rilancio del Mezzogiorno attraverso l&#8217;unica soluzione plausibile: il rilancio delle politiche attive del lavoro. Sì&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sudlavoro.it/lavoro-al-sud-si-puo-fare-gol/">Lavoro, al Sud si può fare Gol</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.sudlavoro.it">Sud Lavoro</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La <strong>partita</strong> per il rilancio del Sud si gioca ora. E per vincerla bisogna fare <strong>Gol</strong>.<br />
Per l&#8217;<strong>editoriale di Ottobre</strong> di <strong>SudLavoro.it</strong> usiamo la metafora calcistica ma in realtà, come nostra consuetudine, parliamo di lavoro. E dei progetti per il rilancio del Mezzogiorno attraverso l&#8217;unica soluzione plausibile: il rilancio delle politiche attive del lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Sì perché con l&#8217;acronimo Gol si fa riferimento al <strong>Programma Garanzia Occupabilità Lavoratori</strong>: iniziativa finanziata con <strong>4,4 miliardi del Recovery plan</strong> con l&#8217;obiettivo di reinserire 3 milioni di persone nel mercato del lavoro entro il 2025, di cui il 75% donne, disoccupati di lunga durata, persone con disabilità, giovani under 30, lavoratori over 55.</p>
<p style="text-align: justify;">Come spiega l&#8217;agenzia <em>Agi</em>, Gol si rivolge a tutte le persone beneficiarie di un ammortizzatore sociale o del Reddito di cittadinanza, oltre che giovani neet, persone con disabilità e altre persone in condizione di fragilità nella ricerca del posto di lavoro. Per ciascuno è previsto un <strong>percorso appropriato</strong> alle caratteristiche personali e alla situazione del mercato del lavoro locale. e la persona è facilmente ricollocabile scatteranno gli interventi per accompagnarlo a un nuovo lavoro, altrimenti verrà indirizzato alle attività di formazione: di upskilling o reskilling. Oltre a questi percorsi ad personam, ce ne saranno  altri di gruppo in caso di crisi aziendali. Infine, ci saranno percorsi ad hoc nei casi che incrociano l’esigenza di inserimento sociale o di conciliazione tra lavoro e famiglia, per esempio per le madri single.</p>
<p style="text-align: justify;">Gran parte delle risorse in palio dovrebbe spettare proprio al <strong>Sud Italia</strong> con in pole positione la regione <strong>Campania</strong> (124,2 milioni) e sul gradino più basso del podio anche la <strong>Sicilia</strong> (98,6 milioni). Fondi che non pioveranno dal cielo però, ma saranno destinati soltanto alle Regioni che riusciranno per tempo a presentare ad Anpal un Piano regionale per l&#8217;attuazione del programma Gol ritenuto coerente e valido. Un&#8217;occasione da non perdere, per <strong>segnare</strong>: segnare una svolta davvero.</p>
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		<title>Settembre, è tempo di &#8230; ripartire</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2021 04:00:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Settembre, è tempo di &#8230; ripartire. Una semicitazione per raccontare l&#8217;esigenza che si palesa a partire da questo mese. L&#8217;Editoriale di Settembre di SudLavoro.it si apre con questo auspicio: un augurio che puntualmente riportiamo ogni anno ma che, mai come questa volta dopo una pandemia che ha annientato la nostra economia rischia di rivelarsi decisivo. L&#8217;occasione&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Settembre, è tempo di &#8230; ripartire</strong>. Una semicitazione per raccontare l&#8217;esigenza che si palesa a partire da questo mese. <strong>L&#8217;Editoriale di Settembre di SudLavoro.it</strong> si apre con questo auspicio: un augurio che puntualmente riportiamo ogni anno ma che, mai come questa volta dopo una pandemia che ha annientato la nostra economia rischia di rivelarsi decisivo.</p>
<p>L&#8217;occasione è ghiotta per rilanciare il mondo del lavoro e il Sud Italia sfruttando l&#8217;erogazione dei fondi europei e quanto previsto dal <strong>PNRR</strong>. Proprio sulla gestione dei fondi europei si giocherà una sfida decisiva. Sì, perché se è vero che le stime del PIL parlano di un 6% di crescita sfiorato nel 2021 e una sensibile crescita anche per l&#8217;anno seguente come una doccia fredda si segnalano le <strong>anticipazioni del Rapporto Svimez 2021</strong> &#8220;L&#8217;economia e la società del Mezzogiorno&#8221; secondo cui la previsione di ripresa è in realtà <strong>fortemente differenziata nel Paese nel biennio 2021-22 a sfavore del Mezzogiorno</strong>.</p>
<p>Sarà necessario invertire la rotta, apportare i giusti correttivi per far sì che il Meridione abbia lo sviluppo che merita e di cui c&#8217;è davvero bisogno. Investire per rilanciare l&#8217;occupazione e il sostegno alle imprese è doveroso: per far lavorare chi vive nel Sud e generare ricchezza. Sarà necessario però fare presto. Come da recenti successi dell&#8217;estate olimpica siamo in una <strong>finale 100 metri</strong>: per arrivare <strong>primi</strong>, <strong>senza sbagliare la partenza</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sblocco licenziamenti, e ora?</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2021 04:01:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Sempre dalla parte dei lavoratori, lo siamo sempre stati e continueremo ad esserlo. È la premessa per questo Editoriale di SudLavoro.it dedicato al tema dello sblocco dei licenziamenti: dal primo luglio, infatti, è scaduto il divieto di licenziare per motivi economici. La misura era stata introdotta all’inizio della pandemia per tutelare i posti di lavoro&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre dalla parte dei lavoratori, lo siamo sempre stati e continueremo ad esserlo. È la premessa per questo <a href="https://www.sudlavoro.it/editoriale/" target="_blank"><em>Editoriale di SudLavoro.it</em></a> dedicato al tema dello <strong>sblocco dei licenziamenti</strong>: dal primo luglio, infatti, è scaduto il divieto di licenziare per motivi economici. La misura era stata introdotta all’inizio della pandemia per tutelare i posti di lavoro delle aziende in crisi e la domanda è lecita: <strong>si tratta di uno stop sensato oppure no?</strong><br />
Siamo dalla parte dei lavoratori ma è doveroso dire come il blocco dei licenziamenti non potesse essere una misura da mantenere in eterno, anzi una formula controproducente se proiettata in un arco temporale così vasto: <strong>complice di drogare un mercato</strong> e spostare la lente d’ingrandimento dal grande tema su cui puntare, ovvero <strong>il rilancio delle politiche attive del lavoro</strong>.</p>
<p>Un male necessario che non toglie il fatto che sarà comunque un’estate difficile per molti lavoratori italiani. Anche perché i licenziamenti collettivi in diverse aziende e multinazionali sono già partiti, nonostante l’accordo tra Governo e sindacati di utilizzo degli ammortizzatori sociali prima della risoluzione dei rapporti di lavoro. Nell’accordo anche la possibilità di utilizzare gratuitamente sino a fine anno la cassa integrazione da parte di quelle aziende che in cambio si impegnano a non licenziare. Le ulteriori settimane di CIG rappresentano però <strong>soltanto una raccomandazione</strong>, dando comunque libertà di scelta alle imprese. Si potrà scegliere se utilizzare le 13 settimane di cassa integrazione pagata dallo Stato prima di congedare il dipendente, oppure procedere alla risoluzione per motivi economici.<br />
<strong>Unica proroga al 31 ottobre</strong> del blocco dei licenziamenti per le imprese del tessile, delle calzature e degli altri comparti della moda scelti dalla cabina di regia.</p>
<p>La speranza che lo sblocco dei licenziamenti possa in qualche modo far da volano ad una ripresa, almeno secondo le stime di <strong>Bankitalia</strong> secondo cui <em>&#8220;l&#8217;impatto della rimozione dei provvedimenti di blocco dei licenziamenti sull&#8217;occupazione complessiva verrà in larga misura compensato dalle nuove assunzioni&#8221;</em>. Nel bollettino economico stilato dall’ente il numero di occupati&#8221; è previsto espandersi <em>&#8220;nei prossimi trimestri, tornando al di sopra dei livelli pre-crisi entro i primi sei mesi del 2023&#8243;</em>. Il tasso di disoccupazione, in aumento nel 2021 (al 10,5%), si ridurrebbe in seguito, collocandosi al 9,9% nel 2023. Lo speriamo, buona Estate.</p>
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		<title>Concorsone Sud, così è se vi pare</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2021 02:30:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Aperture sulle maggiori (!) testate online e titoloni sui quotidiani: “il flop del Concorsone Sud”. Abbiamo letto in lungo e largo nei giorni scorsi sul presunto fallimento del maxi-bando per 2.800 Tecnici. A far notizia, secondo loro, l’elevatissimo tasso di assenteismo alle prime prove di selezione. Dei 8.582 candidati convocati dopo la valutazione dei titoli&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Aperture sulle maggiori (!) testate online e titoloni sui quotidiani: <strong>“il flop del Concorsone Sud”</strong>. Abbiamo letto in lungo e largo nei giorni scorsi sul presunto fallimento del <a href="http://www.sudlavoro.it/la-carica-degli-81mila/" target="_blank"><strong>maxi-bando per 2.800 Tecnici</strong></a>. A far notizia, secondo loro, l’elevatissimo tasso di assenteismo alle prime prove di selezione.</p>
<p style="text-align: justify;">Dei <strong>8.582 candidati convocati</strong> dopo la valutazione dei titoli (a fronte di oltre 80mila domande, questa la vera selezione), il tasso di partecipazione si è aggirato intorno ad una media del 65%: cifre vergognose, allucinanti, velato sintomo della voglia di non lavorare al Sud. Abbiamo letto questo o qualcosa di molto simile, con allusioni a volte nemmeno troppo difficili da scovare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ebbene, <strong>basterebbe aver partecipato ad un concorso pubblico nella propria vita o seguire ciò che succede in tutte le principali selezioni della Pubblica Amministrazione per fare un confronto, nemmeno troppo complicato</strong>. Così accade che, dando un’occhiata a tutti i più recenti maxi-bandi indette dalle Amministrazioni, il rapporto tra candidati e partecipanti alle prove sia decisamente inferiore ai numeri del Concorsone Sud.</p>
<p style="text-align: justify;">Se c’è chi grida allo scandalo per il picco negativo del 50% di assenti in Puglia sarebbe sufficiente constatare come in grandi concorsi, anche recenti, non è raro constatare la presenza di un terzo degli iscritti alle prove.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Eppure dire che il Concorsone Sud è stato un flop fa più notizia</strong>. Sgombrando il campo da qualsiasi connotazione o valutazione politica (una dimensione avulsa dal contesto in cui la nostra testata desidera entrare), sarebbe inoltre il caso di contestualizzare il perché di una partecipazione magari inferiore alle attese: requisiti forse eccessivamente &#8221;elevati&#8221; che hanno scoraggiato il “volersela giocare”, presenza di professionalità già occupate, modalità di inserimento a tempo e non con inquadramento indeterminato.</p>
<p style="text-align: justify;">Da parte nostra ben vengano altre selezioni come il Concorsone per 2.800 Tecnici, anche per profili più operativi offrendo opportunità concrete di lavoro nel Mezzogiorno: utilizzando un patrimonio ricchissimo di eccellenze che aspettano solo un’occasione.<br />
Il flop, vero, sarebbe non scommetterci.</p>
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		<title>Il Sud è più felice a lavoro</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2021 04:00:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Dove vivono i lavoratori più felici d’Italia? Proprio nel nostro Sud. L’editoriale di Giugno di SudLavoro.it vuole guardare positivo e per farlo fa riferimento alla terza analisi condotta dall’Associazione “Ricerca Felicità” sullo stato di felicità e benessere di impiegati e liberi professionisti italiani. Su un campione indicativo di 1.314 lavoratori attivi, confrontando i dati differenziati&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dove vivono i lavoratori più felici d’Italia? Proprio nel nostro Sud. L’<strong>editoriale di Giugno</strong> di <strong>SudLavoro.it</strong> vuole guardare positivo e per farlo fa riferimento alla terza analisi condotta dall’<strong>Associazione “Ricerca Felicità”</strong> sullo stato di felicità e benessere di impiegati e liberi professionisti italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Su un campione indicativo di 1.314 lavoratori attivi, confrontando i dati differenziati per genere, generazione e area geografica, quello che emerge è <strong>un Mezzogiorno più felice sul posto di lavoro a cui si contrappone un Nord Est in particolare sofferenza</strong>.<br />
Laddove posti di lavoro ci siano, aggiungiamo noi…</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i punti salienti dell’indagine alla domanda <em>“Quando mi sveglio per andare a lavorare mi sento felice?”</em> si riscontra una forte positività al Sud con una concentrazione di risposte con punteggio tra 4 e 6 su una scala da 1 a 6, dove 1 corrisponde a “per niente d’accordo” e 6 a “totalmente d’accordo”.<br />
Il Sud risponde positivamente anche alle domande <em>“Quando lavoro mi appassiono tanto da dimenticare tutto il resto?”</em> con il 67.7% della popolazione ponderata, <em>“Sento un forte senso di appartenenza alla mia organizzazione?”</em> con il 68.7%: percentuali altissime che consegnano lo scenario dove 2 lavoratori su 3 mostrano una motivazione ai massimi livelli in controtendenza soprattutto con il nord Italia. E ancora, risposte positive all&#8217;interrogativo <em>“I miei meriti vengono riconosciuti?”</em> con il 58.2%: valori che superano di gran lunga quelli rilevati nelle altre zone del Paese.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“In linea generale, <strong>escludendo le regioni meridionali non vi è una forte soddisfazione tra i lavoratori</strong>. Possiamo quindi affermare che <strong>il Sud Italia è più felice, più appagato e appassionato alla sua attività lavorativa</strong>, nonostante provi un leggero senso di isolamento”</em> afferma Elisabetta Dallavalle, Presidente dell’Associazione Ricerca Felicità.</p>
<p style="text-align: justify;">L’indagine è una dimostrazione, qualora ce ne fosse bisogno, della voglia di lavoro che c’è nel Meridione dove donne e uomini aspettano solo un’occasione per darsi da fare e non essere costretti ad abbandonare la loro terra.<br />
Dateci le opportunità, le trasformeremo in ricchezza.</p>
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