Sblocco licenziamenti, e ora?

Sblocco licenziamenti, e ora?

Sempre dalla parte dei lavoratori, lo siamo sempre stati e continueremo ad esserlo. È la premessa per questo Editoriale di SudLavoro.it dedicato al tema dello sblocco dei licenziamenti: dal primo luglio, infatti, è scaduto il divieto di licenziare per motivi economici. La misura era stata introdotta all’inizio della pandemia per tutelare i posti di lavoro delle aziende in crisi e la domanda è lecita: si tratta di uno stop sensato oppure no?
Siamo dalla parte dei lavoratori ma è doveroso dire come il blocco dei licenziamenti non potesse essere una misura da mantenere in eterno, anzi una formula controproducente se proiettata in un arco temporale così vasto: complice di drogare un mercato e spostare la lente d’ingrandimento dal grande tema su cui puntare, ovvero il rilancio delle politiche attive del lavoro.

Un male necessario che non toglie il fatto che sarà comunque un’estate difficile per molti lavoratori italiani. Anche perché i licenziamenti collettivi in diverse aziende e multinazionali sono già partiti, nonostante l’accordo tra Governo e sindacati di utilizzo degli ammortizzatori sociali prima della risoluzione dei rapporti di lavoro. Nell’accordo anche la possibilità di utilizzare gratuitamente sino a fine anno la cassa integrazione da parte di quelle aziende che in cambio si impegnano a non licenziare. Le ulteriori settimane di CIG rappresentano però soltanto una raccomandazione, dando comunque libertà di scelta alle imprese. Si potrà scegliere se utilizzare le 13 settimane di cassa integrazione pagata dallo Stato prima di congedare il dipendente, oppure procedere alla risoluzione per motivi economici.
Unica proroga al 31 ottobre del blocco dei licenziamenti per le imprese del tessile, delle calzature e degli altri comparti della moda scelti dalla cabina di regia.

La speranza che lo sblocco dei licenziamenti possa in qualche modo far da volano ad una ripresa, almeno secondo le stime di Bankitalia secondo cui “l’impatto della rimozione dei provvedimenti di blocco dei licenziamenti sull’occupazione complessiva verrà in larga misura compensato dalle nuove assunzioni”. Nel bollettino economico stilato dall’ente il numero di occupati” è previsto espandersi “nei prossimi trimestri, tornando al di sopra dei livelli pre-crisi entro i primi sei mesi del 2023″. Il tasso di disoccupazione, in aumento nel 2021 (al 10,5%), si ridurrebbe in seguito, collocandosi al 9,9% nel 2023. Lo speriamo, buona Estate.